D.C.D.P.?
Ovvero: Di Che Dovrei Parlare? Gli argomenti in questi giorni non mancano, manca la voglia di scriverne, perché in fondo ho l'impressione che non riuscirei ad aggiungere, a dire molto di più di quanto già detto da altri.
MORTI IN CARCERE
Su tutto, c'è la vicenda allucinante di Stefano Cucchi. Ancora una volta ci ritroviamo di fronte a una morte assurda avvenuta in carcere, del quale ci si dovrà dare conto, ma che poi finirà nel dimenticatoio. Ieri alle "Iene" hanno parlato di un caso analogo, che sui giornali manco c'è finito, del quale si è occupato solo Grillo. Non si può morire in carcere, dico tra parentesi che anche andarci per 20 grammi di 'roba' mi pare abbastanza assurdo, ma le leggi sono queste. Di tutta la vicenda, oltre alla morte, ovviamente, mi ha fatto impressione il modo freddo, burocratico e sostanzialmente menefreghista col quale è stata trattata la famiglia (con molti punti di somiglianza, tra l'altro, con quello presentato dalle "Iene"): insomma questi non vedono il figlio per una settimana, senza nulla o quasi sapere, e poi si sentono telefonare con la richiesta di nominare un perito per l'autopsia... io non so, vi rendete conto? Mi sono messo nei panni di quella famiglia, è un'esperienza allucinante, manco Kafka... D'accordo, l'Italia è un Paese 'burocratico' (e forse per questo tante leggi vengono scritte e poi ignorate), ma a tutto c'è un limite. Nemmeno la visita di un ufficiale a casa, nemmeno 'sto sforzo (quando avrebbero dovuto dare un appoggio psicologico), niente di tutto questo: una telefonata, e basta... Allucinante e avvilente, bella giustizia: la stessa che ha puntualmente ignorato le condizioni della brigatista Blefari Melazzi lasciando che arrivasse al suicidio... certo poi il problema della Giustizia in Italia sembra essere solo quello del Lodo Alfano, del CSM, delle Toghe 'rosse', tutta robba che riguarda pochi, il cittadino comune (in questo caso anche quello che ha trasgredito le leggi) completamente ignorato.
CROCIFISSI
Poi c'è stata la questione del crocifisso, e giù polemiche. Certo, non si può negare che sia una tradizione, certo è un elemento talmente 'abituale' che a volte non ci si fanno problemi a farne oggetto di scherno (ai miei tempi qualcuno aveva messo un giocatore del Subbuteo in equilibrio sul crocifisso, oggi i tempi sono cambiati, e in passato vennero messi in Rete video con 'balsfemie' ben peggiori). Certo, c'è il problema dei simboli religiosi, e d'altra parte il crocifisso in classe è una tradizione.Certo forse a fianco del crocifisso ci vorrebbe un simbolo dello Stato, come la foto del Presidente della Repubblica, o la Bandiera, ma questo non avviene. Certo il crocifisso non fa male a nessuno, ma è anche vero che un genitore laico o di altra confessione può avere qualche ragione opponendosi. Del resto l'Italia non è uno Stato confessionale, ma tutti sappiamo quale sia il preso della religione qui da noi, in ogni ambito della società. Certo è che un pò di laicità in più non sarebbe male in Italia, ma non so se quella di levare il crocifisso sia la strada più giusta, e a vedere quanti hanno lanciato dichiarazioni stizzite, resta l'impressione che in Italia i politici siano ancora troppo tentati dal voler ringraziarsi le 'gerarchie'. Certo l'Italia è un Paese a tradizione cattolica, al "Grande Fratello" può essere mostrata più o meno qualsiasi sconcezza, ma se uno bestemmia viene cacciato fuori col marchio dell'infamia. Poi basta andare in uno stadio o in mezzo al traffico, e bestemmie come se piovesse. Insomma, la questione ha tanti risvolti, ma al fondo c'è il problema, tutto italiano, dell'avere sul proprio territorio il centro della cristianità, il che comporta questioni storico-socio-politiche che non si ripetono in nessun altro Stato del mondo. L'impressione è che non se ne uscirà mai...
INFLUENZA
Infine: l'influenza. La televisione fa la conta dei morti (cosa mai avvenuta per l'influenza normale, che fa ben altro numero di vittime, dirette o soprattutto indirette); poi appare il sottosegretario (manco Ministro, che chi sta al Governo ha pensato che il Ministero della Salute fosse inutile) che dice 'va tutto bene': solo che con quella faccia e quell'espressione da becchino, non ci crede nessuno. Intanto l'impressione è di grande caos, perché -come al solito in Italia - si dice: tutto sotto controllo, e poi quando arriva il casino si è impreparati. L'ultima è quella dei vaccini distribuiti 'ad minchiam'. A casa mia siamo stati tutti influenzati, il mese scorso: non so se si trattasse della AH1N1; io sono stato male tre giorni, i miei (anziani) cinque o sei, poi siamo guariti. Esattamente come la stragrande maggioranza dei colpiti dal virus, e allora? E allora il problema sta all'origine, quando st'influenza è stata presentata come qualcosa di singolare ma, dopo tutto, così non era. E intanto l'informazione è schizofrenica, i politici (ma non è una novità) incapaci, e la gente va in paranoia.